Il progresso fa la buona giornata

Teresa Amabile e Steven Kramer chiesero a dei lavoratori della conoscenza di compilare un breve diario alla fine di ogni giornata di lavoro: come si sentivano, quanto erano motivati, su cosa avevano lavorato, cosa li aveva colpiti. Parteciparono ventisei team di progetto di sette aziende, 238 persone in tutto, e lo studio raccolse quasi 12.000 pagine di diario.

Confrontando i giorni migliori e peggiori, un evento spiccava sugli altri. Fare un passo avanti nel lavoro, anche piccolo, capitava nel 76% dei giorni di umore migliore; le battute d’arresto solo nel 13%. I giorni peggiori erano quasi lo specchio: battute d’arresto nel 67%, progressi solo nel 25%. Lo chiamarono il principio del progresso: di tutto ciò che può migliorare la vita interiore di una persona durante una giornata di lavoro, la cosa più importante è fare progressi in un lavoro che ha senso.

Una cautela. In quello studio il diario era lo strumento di misura, non l’intervento: registrava com’erano andate le giornate, non verificava se tenere un diario le migliora. Quello che mostra è cosa cercare quando ne scrivi uno. In una settimana piena il progresso si perde di vista, e il registro è il posto dove vederlo.

Scrivere cosa hai imparato

La seconda ricerca ha messo alla prova proprio la scrittura. Giada Di Stefano, Francesca Gino, Gary Pisano e Bradley Staats hanno condotto un esperimento sul campo in Wipro, un’azienda di outsourcing, in un centro di assistenza tecnica a Bangalore. Durante la formazione iniziale, un gruppo di dipendenti passava gli ultimi 15 minuti di ogni giornata, dal sesto al sedicesimo giorno, a scrivere e riflettere su cosa aveva imparato quel giorno.

Nel test finale della formazione, quel gruppo è andato meglio del 22,8% rispetto al gruppo di controllo. La spiegazione dei ricercatori ruota intorno alla fiducia: chi rifletteva si sentiva più competente ed efficace del gruppo di controllo, e a quella fiducia in se stessi si accompagnavano risultati migliori.

Cosa scrivere

Un registro funziona se è abbastanza corto da scriverlo ogni giorno. Bastano tre righe:

  1. Fatto. Una o due cose finite, in poche parole.
  2. Avanti. Qualcosa che è andato avanti, anche se non è finito. È il progresso che Amabile e Kramer trovavano nelle giornate buone.
  3. Bloccato. Cosa ti ha fermato, e il primo passo per sbloccarlo domani.

In alcuni giorni, aggiungi una riga su cosa hai imparato: un errore che non rifarai, una scorciatoia, un modo migliore di fare una domanda. È la parte che l’esperimento sulla riflessione ha messo alla prova.

Un elenco numerato tiene le tre righe nello stesso ordine ogni giorno, e i punti rientrati raccolgono i dettagli senza affollare il primo livello.

Quando scrivere

A fine giornata, prima di chiudere il portatile, finché i dettagli sono freschi. Cinque minuti bastano. Se la fine della giornata è caotica, scrivilo tornando a casa, o la mattina dopo prima di aprire la posta.

Rileggerlo

Un registro che non rileggi è un diario. Il valore arriva quando guardi indietro.

Errori comuni

Un registro di lavoro con Tuttodì

Tuttodì si apre su oggi, quindi il registro è sempre la riga successiva. Usa un elenco numerato per fatto, avanti e bloccato; rientra i dettagli. Il widget sulla Home e la scorciatoia “Scrivi oggi” ti portano lì in due secondi. La ricerca trova ogni giorno in cui compare il nome di un progetto, e i giorni passati con delle note stanno subito dietro a oggi.

Fonti